Lunedì, 11 Novembre 2019 10:28

SCORRIMENTO GRADUATORIA 1851 ALLIEVI AGENTI: IL CONSIGLIO DI STATO RIGETTA GLI APPELLI DEL MINISTERO E CONFERMA L’AMMISSIONE ALLE PROVE DEI NOSTRI RICORRENTI. IL CONSIGLIO DI STATO EVIDENZIA POSSIBILI PROFILI DI INCOSTITUZIONALITA’.

Pubblicato in Polizia di stato

Proseguono gli accoglimenti ottenuti dal nostro studio sulla ormai nota questione relativa allo scorrimento della graduatoria per l’assunzione di 1851 Allievi Agenti della Polizia di Stato, ma stavolta in secondo grado.

Il Consiglio di Stato, difatti, all’esito della camera di consiglio del 7 novembre scorso, ha rigettato gli appelli del Ministero dell’Interno avverso le ordinanze del TAR del Lazio che hanno disposto l’ammissione alle prove psico-fisiche ed attitudinali dei nostri ricorrenti.

Il massimo organo della Giustizia Amministrativa ha, dunque, confermato l’ammissione dei ricorrenti alle prove successive, in considerazione del fatto che “nella comparazione degli interessi coinvolti nel presente contenzioso, gli estremi di danno allegati dall’appellante appaiono, allo stato, recessivi a fronte degli interessi della parte appellata”. Il Consiglio di Stato ha proseguito affermando che “non sussiste un profilo di pregiudizio grave e irreparabile per l’Amministrazione in relazione al contenuto ed agli effetti dell’ordinanza cautelare gravata, posto che essa si limita alla sola ammissione con riserva alle prove, ferma restando l’esigenza di un adeguato approfondimento nel merito, anche con riferimento ai profili di costituzionalità”.

Dunque, il Giudice Amministrativo ha ritenuto prevalenti gli interessi dei nostri ricorrenti di essere sottoposti alle prove e dimostrare la propria idoneità al servizio, rispetto alle esigenze rappresentate dall’Amministrazione. Allo stesso modo, i Giudici di Palazzo Spada hanno poi evidenziato profili di possibile incostituzionalità della norma che ha disposto il cambiamento dei requisiti di ammissione alle prove.

Alla luce di tali pronunce, l’Amministrazione è chiamata ad assumere i provvedimenti necessari al fine di dare esecuzione al disposto giudiziale, convocando i ricorrenti (non ancora convocati) alle prove successive.

Restano in ogni caso ferme le udienze di merito fissate dinanzi al TAR del Lazio, a partire da aprile 2019, sede in cui l’intera vicenda verrà discussa nel merito, anche in relazione alla questione di legittimità costituzionale sopra citata.

In allegato è possibile rinvenire i provvedimenti resi dal Consiglio di Stato all’esito della camera di consiglio del 7 novembre scorso.

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